Tracciatori e penne

La tracciatura è un’operazione tramite cui si riportano su un pezzo grezzo o semilavorato, linee d’incisione (tracce) che circoscrivano il pezzo. Lo scopo è di mettere in evidenza le parti ancora da lavorare, oltre a verificare che il pezzo grezzo abbia dimensioni sufficienti per realizzare la forma finita.
Per evitare riflessi durante la lavorazione e incrementare la visibilità delle tracce, è importante trattare la superficie da tracciare, depositandovi sopra uno strato di materiale opaco facilmente asportabile con gli strumenti a tracciare:

  • Ricopertura: la superficie viene ricoperta da uno strato di gesso o acqua di calce (lavabile facilmente con acqua)
  • Verniciatura: la superficie viene ricoperta da uno strato di vernice a base di bianco di zirconio e trementina (facilmente pulibile)
  • Ramatura: la superficie viene ricoperta da un sottile strato di sali di rame, ottenuto da solfato di rame sciolto in acqua o strofinando i cristalli sulla superficie
  • Brunitura: la superficie viene sottoposta a un trattamento che lascia un deposito superficiale di carbonio

Quest’operazione si può eseguire attraverso diversi a strumenti a tracciare come punte, penne, compassi e punzoni.
Per quanto riguarda punte e penne per tracciare, si tratta di steli in acciaio o metallo duro, affilati in punta o in entrambe le punte, in modo da incidere quando trascinati e spinti sulla superficie in metallo. Sono quindi disponibili punte e penne con corpo in alluminio o acciaio temprato brunito, e impugnatura in materiale plastico, mentre le punte in widia (metallo duro) possono essere intercambiabili e retrattili.

Compassi

Il compasso è uno strumento di misura costituito da due asticelle articolate a cerniera a un’estremità, in modo da formare tra loro un angolo variabile (apertura), e finite diversamente all’estremità opposta in base al tipo di utilizzo cui il compasso è destinato, come riportare distanze uguali, suddividere archi, tracciare circonferenze.
Il compasso per tracciare viene realizzato in acciaio con punte in acciaio temprato o punte in widia (metallo duro) e può avere sia punte fisse, con o senza arco graduato, sia punte regolabili o intercambiabili. Le asticelle a punte fisse terminano con punte ricurve verso l’esterno o l’interno per rilevare, misurare, confrontare dimensioni, spessori, diametri, interni o esterni dei pezzi in lavorazione. Quando invece si vogliono tracciare o riportare con precisione archi o circonferenze di piccolo raggio, la diversa e rapida apertura delle asticelle viene regolata da una vite micrometrica, con letture fino a 0,05 mm.

Spessimetri

Lo spessimetro è uno strumento utilizzato per la misurazione di spessori esterni e interni. In particolare lo spessimetro a lamine è costituito da una lamina di metallo di uno spessore preciso, che può essere compreso tra 0.05 e 1 mm.
Questa tipologia di spessimetro è utilizzata soprattutto come riferimento di spessore noto o per misurare lo spessore di quote interne di piccolo valore, come cave e fenditure.
Gli spessimetri generalmente vengono forniti e utilizzati in serie costituite da lamine di diverso spessore, in progressione aritmetica, con lo scopo di coprire il maggior numero di misurazioni possibili e combinarsi per realizzare misure non presenti di base nella serie.
Le lamine vengono realizzate in acciaio particolarmente flessibile per agevolarne l’utilizzo, mentre per ridurne l’usura, vengono temprate o sottoposte a trattamenti superficiali d’indurimento.

Punzoni

Il punzone è uno strumento per l’incisione di una traccia o segno di riferimento sulla superficie del materiale in lavorazione tramite una forza manuale o meccanica applicata sul suo asse verticale.
Questi strumenti si utilizzano soprattutto per agevolare la centratura e la foratura di un pezzo, e in particolare nella lavorazione delle lamiere, quando queste vengono posate e la pressione esercitata dal punzone ne provoca il relativo taglio o foratura.

Chiavi dinamometriche

La chiave dinamometrica è uno strumento a serraggio controllato, rapido e preciso, utilizzato per il serraggio di viti, dadi e bulloni al giusto valore di coppia (offre un serraggio perfetto non soggetto alla sensibilità dell’utilizzatore).
La regolazione del valore di serraggio è veloce e semplice grazie a una levetta snodata retrattile alloggiata nell’impugnatura della chiave: estratta la levetta, la si ruota fino a raggiungere la coppia di serraggio stabilita, mentre un cuscinetto reggispinta assicura una regolazione dolce e precisa. Contiene inoltre un meccanismo in grado di segnalare il raggiungimento del valore di coppia impostato, grazie a uno scatto accompagnato da un segnale acustico e dall’alleggerimento dello sforzo. Il valore di serraggio può essere letto direttamente sul corpo della chiave con precisione di serraggio ± 4%.
La chiave dinamometrica è utilizzata quando è importante che il serraggio non danneggi il filetto, o per garantire l’omogeneità del carico in una parte meccanica tenuta in sede da più viti o bulloni, come nel caso della testata di un motore. Si hanno quindi accoppiamenti rigidi quando gli elementi che s’interpongono nel fissaggio hanno un’elasticità ridotta (elementi in acciaio come viti e dadi), accoppiamenti elastici quando tra gli elementi che s’interpongono nel fissaggio, alcuni sono caratterizzati da elevata elasticità, (come nel caso in cui vengano accoppiati elementi in acciaio utilizzando anche delle rondelle).

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