Morse

La morsa è uno strumento meccanico a vite che può essere montato sul banco o sulla piattaforma di una macchina utensile, per serrare il pezzo e tenerlo bloccato durante la lavorazione.
La forza di serraggio si ottiene dalla vite, manovrabile a mano agendo sulla relativa impugnatura. La vite infatti muove una ganascia mobile che stringe il pezzo contro una simmetrica ganascia fissa, entrambe generalmente trattate superficialmente per non danneggiare il pezzo in lavorazione durante il serraggio. La dimensione di una morsa si indica con due numeri: il primo specifica la larghezza delle ganasce, il secondo l’ampiezza della bocca a piena apertura.
Esistono diverse tipologie di morse, in base all’utilizzo cui sono destinate e alla dimensione dei pezzi in lavorazione, a partire da morse da banco in ghisa, morse a macchina con base girevole e morse in acciaio con cuscinetti sulla vite, ganasce intercambiabili e stringitubo, fino a morse in lega leggera con rotazione di 360° ed inclinazione di 90° da orizzontale a verticale e morse di precisione modulari, in acciaio legato, temprato e rettificato, con vite di spostamento filettata, o con sistema di chiusura rapida o con possibilità di serraggio a qualsiasi angolo (in base alla conformazione della morsa).

Mandrini autocentranti

Il mandrino autocentrante è un dispositivo meccanico di precisione che può essere installato su diverse tipologie di macchine utensili. Questo strumento permette di serrare e tenere fermo qualsiasi pezzo di forma circolare, quadrata o esagonale, allo scopo di eseguire su/con esso un certo tipo di lavorazione.
Sono disponibili mandrini autocentranti con serraggio a tre o a quattro ganasce (o griffe). La prima tipologia consente di bloccare, centrandoli, pezzi circolari o poligonali con numero di lati divisibile per 3. I mandrini autocentranti a 4 griffe invece vengono utilizzati per il fissaggio di pezzi circolari, a sezione irregolare o poligonale con un numero di lati divisibile per 4, oltre a permettere anche il fissaggio del pezzo con l’asse fuori centro.
L’accurata scelta dei materiali e le loro caratteristiche tecnologiche e meccaniche finali, assicurano ottima efficienza e robustezza, resistenza all’usura e riduzione al minimo di eventuali errori di concentricità e planarità. Corpo, coperchio e attacco integrale sono fusi in ghisa ad alta resistenza, mentre tutti gli altri elementi vengono generalmente realizzati in acciaio.

Chiavi dinamometriche

La chiave dinamometrica è uno strumento a serraggio controllato, rapido e preciso, utilizzato per il serraggio di viti, dadi e bulloni al giusto valore di coppia (offre un serraggio perfetto non soggetto alla sensibilità dell’utilizzatore).
La regolazione del valore di serraggio è veloce e semplice grazie a una levetta snodata retrattile alloggiata nell’impugnatura della chiave: estratta la levetta, la si ruota fino a raggiungere la coppia di serraggio stabilita, mentre un cuscinetto reggispinta assicura una regolazione dolce e precisa. Contiene inoltre un meccanismo in grado di segnalare il raggiungimento del valore di coppia impostato, grazie a uno scatto accompagnato da un segnale acustico e dall’alleggerimento dello sforzo. Il valore di serraggio può essere letto direttamente sul corpo della chiave con precisione di serraggio ± 4%.
La chiave dinamometrica è utilizzata quando è importante che il serraggio non danneggi il filetto, o per garantire l’omogeneità del carico in una parte meccanica tenuta in sede da più viti o bulloni, come nel caso della testata di un motore. Si hanno quindi accoppiamenti rigidi quando gli elementi che s’interpongono nel fissaggio hanno un’elasticità ridotta (elementi in acciaio come viti e dadi), accoppiamenti elastici quando tra gli elementi che s’interpongono nel fissaggio, alcuni sono caratterizzati da elevata elasticità, (come nel caso in cui vengano accoppiati elementi in acciaio utilizzando anche delle rondelle).

Controllo statico

Una qualità di produzione costante richiede l’impiego di utensili perfetti. Un requisito essenziale quindi sono i dati relativi agli utensili, ottenuti in modo rapido e assolutamente preciso, e che ne certifichino l’affidabilità.
In conclusione per quanto riguarda le macchine di misura e preregistrazione utensili, o presetting, le principali caratteristiche tecniche sono: disponibilità di mandrini rotanti intercambiabili in acciaio temprato e comparatori analogici, scorrimento morbido e spostamento manuale veloce con pulsante di sgancio/aggancio, regolazione fine tramite volantino e infine presenza dell’uscita dati.
Il Preset P368 in particolare è uno strumento con una solida struttura d’acciaio per presettare o registrare gli utensili molto preciso, di semplice e rapido utilizzo, progettato per soddisfare anche le esigenze di chi opera con macchine CNC. Può essere utilizzato sia per misurazioni di lunghezze, sia per misurazioni del raggio degli utensili. È inoltre caratterizzato da una notevole riduzione dei tempi per l’attrezzaggio, permette la misura di tutti i tipi di utensili, dispone di bussola porta coni intercambiabile, non richiede il collegamento alla rete elettrica, monta un display con numeri grandi e ha risoluzione 0,01.
Gli smontaconi invece sono strumenti pratici per il montaggio e lo smontaggio dei mandrini portautensili senza rovinarne la superficie, ma anche per il bloccaggio e lo sbloccaggio degli utensili dai mandrini stessi. Questi strumenti hanno corpo in acciaio con bloccante orientabile (per smontaconi inclinabili 90°), sono provvisti di perni di sicurezza per evitare cadute accidentali dei mandrini e hanno la base dotata di fori per il fissaggio diretto al banco di lavoro.

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